
Sono le antenate di tutti i vegetali, ma nonostante ciò godono di pochissimo successo sulle tavole
occidentali. Le alghe, però, sono ricche di minerali (iodio, potassio, ferro e calcio), di proteine e di
amminoacidi essenziali (cioè quei componenti delle proteine che l’organismo umano non è in grado di
sintetizzare autonomamente).
Inoltre sono molto ricche di fibre e povere di grassi. Secondo alcuni studi, la bassa incidenza di alcuni tipi di
tumori nelle popolazioni orientali, in particolare nei giapponesi, sarebbe proprio da imputare al gran
consumo di alghe.
Le donne giapponesi, per esempio, hanno nel sangue un livello di estrogeni (gli ormoni femminili) più basso
delle donne occidentali e ciò le protegge in parte dai tumori ormono-dipendenti, come quello del seno e
dell’endometrio.
Non solo: alcuni studi di laboratorio hanno dimostrato che estratti di alghe sono in grado di rallentare la
crescita delle cellule cancerose.
I principi attivi dotati di questa proprietà sarebbero le fucoxantine e il fucoidano. Quest’ultimo indurrebbe
l’apoptosi, ovvero la morte programmata delle cellule maligne. Inoltre altri studi hanno dimostrato che è
capace di stimolare la risposta immunitaria contro i tumori.
Le fucoxantine, invece, sono pigmenti gialli che contribuiscono al colore intenso delle alghe. Sono simili ad
altri pigmenti della famiglia dei carotenoidi, come il betacarotene (contenuto principalmente nelle carote e
nelle zucche arancioni) e il licopene (contenuto nel pomodoro).
In studi di laboratorio che hanno confrontato l’attività anticancro delle fucoxantine con quella di altri
carotenoidi, le prime si sono rivelate decisamente più efficaci. Certo, alimentarsi con le alghe non è facile
per chi non è abituato al loro sapore, ma basta cominciare con piccole dosi, come quelle contenute nel
sushi, i famosi rotolini di riso e pesce che compongono una delle specialità della cucina giapponese più
apprezzate in Italia.